Gli eroi di Montecassino

Gli eroi di MontecassinoGARIBALDI, Luciano : Gli eroi di Montecassino : storia dei Polacchi che liberarono l’Italia / Prefazione di Massimo de Leonardis. Milano : Arnaldo Mondadori Editore, 2013. – 175 p. ; 20 cm. (Oscar storia ; 567) ISBN 978-88-04-62823-1

L’anno prossimo sarà il settantesimo anniversario della battaglia di Montecassino. Il regista inglese John Irvin ha iniziato le riprese di un film dedicato a quell’epico evento finito in secondo piano solo per il fatto che poco dopo, ossia il 6 giugno 1944, arrivò il D-Day, lo sbarco in Normandia, e la stampa di tutto il mondo non si occupò di altro.

Mondadori manda ora in libreria, nella collana Oscar Storia, il nuovo lavoro di Luciano Garibaldi Gli eroi di Montecassino. Storia dei polacchi che liberarono l’Italia. La vittoria sui tedeschi, conseguita dai soldati del generale Anders il 18 maggio 1944, aprì la strada per Roma alle forze alleate dopo mesi di vani e sanguinosi tentativi. La conquista della vetta dov’erano i resti della storica abbazia benedettina e da dove le artiglierie tedesche dominavano la vallata, era costata la vita a migliaia di soldati di ogni nazionalità (americani, inglesi, indiani, australiani, neozelandesi, canadesi) che, da febbraio, cercavano invano di conquistarla per sfondare la Linea Gustav. Vi riuscì il 2° Corpo polacco, dopo sei giorni di scontri, al prezzo di mille Caduti che tombe del cimitero di guerra sulle quali quasi ogni anno andava a pregare Papa Karol Woityła, oggi Beato, e dove, nel 2009, si inginocchiò Papa Ratzinger.

Per i polacchi di Anders fu solo l’inizio di un’autentica epopea. Avvalendosi anche della collaborazione di unità italiane come la Brigata “Maiella”, liberarono gli Abruzzi, le Marche conquistando il porto di Ancona, infine l’Emilia-Romagna, entrando per primi a Bologna il 21 aprile 1945. Il loro valore fu pagato con seimila
vittime: 4 mila riposano nei quattro cimiteri di guerra polacchi in Italia, 1.500 i dispersi, gli altri deceduti in seguito alle ferite e alle mutilazioni riportate.

Tutto ciò accadeva mentre la loro patria era sottoposta ai soprusi e alle violenze dell’Armata Rossa di Stalin (22 mila ufficiali assassinati con il colpo alla nuca nelle foreste di Katyn; un milione e mezzo di cittadini polacchi deportati nei Gulag; tutti i territori nell’URSS). Ciò spiega gli oltre trenta scontri armati, con morti e feriti, tra i soldati di Anders e i partigiani comunisti con bandiere rosse, falce e martello, verificatisi in molte città d’Italia nell’immediato dopoguerra e ricostruiti
nel libro di Luciano Garibaldi.

La narrazione è completata con un’appendice storica sull’antica fratellanza tra italiani e polacchi negli anni del Risorgimento italiano (volontari polacchi da Varsavia per unirsi a Giuseppe Garibaldi nella spedizione dei Mille, e italiani come Francesco Nullo morti combattendo per la libertà della Polonia), e con l’intervista ad un ex ufficiale della battaglia di Montecassino, oggi cittadino italiano, l’ingegner Anton Mosiewicz, di 98 anni, realizzata da Mirko Molteni. La prefazione è del professor Massimo De Leonardis, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.