Związek Polaków we Włoszech   Associazione dei Polacchi in Italia

Nell’80° anniversario dell’insurrezione di Varsavia 1944-2024

“Il Golgota di Varsavia…” l’insurrezione di Varsavia nei ricordi dei soldati del 2° Corpo d’Armata Polacco

Do świata Polska przesyła

Ape1 tragiczny i kiwawy:

Honor ludzkości Historia

Odmierzy Golgotą Warszawy

Ryszard Kiersnowski, Jedyna prawda… (1944)

La notizia dell’insurrezione a Varsavia sconvolse profondamente i soldati del 2° Corpo d’Armata. Nei sentimenti dei soldati, così come in quelli dell’intero popolo polacco, Varsavia occupava infatti un posto speciale. Dal periodo delle spartizioni e delle rivolte nazionali del XIX secolo, Varsavia è diventata un simbolo della lotta per l’indipendenza e un simbolo della patria indipendente. L’eroica difesa della capitale nel settembre 1939 e il suo ruolo, come forte centro della resistenza durante l’occupazione nazista, la sua resistenza morale nonostante le repressioni, l’oppressione e il terrore tedeschi, hanno consolidato nella società polacca, sia in patria che all’estero, l’immagine di Varsavia come simbolo dell’indomabilità e del martirio del popolo polacco.

Questa immagine di Varsavia era ben nota ai soldati del 2° Corpo d’Armata. Già molto prima dell’inizio della campagna italiana, sulle pagine della stampa militare apparivano poesie e articoli dedicati a Varsavia, sia tra le truppe polacche della Brigata dei Carpazi, che combattevano a fianco degli inglesi in Nord Africa, sia tra i soldati dell’esercito di Anders in Medio Oriente. In queste opere Varsavia assume il ruolo di cuore simbolico della Polonia, diventando l’incarnazione non solo dell’orgoglio nazionale, ma anche del desiderio di tornare in patria e del sogno di un ritorno in una patria libera.

Ricoperta di fiori scarlatti, disseminata di tumuli di tombe fresche, avvolta da lacrime, dolore e lutto (…)” Varsavia diventa il simbolo di una patria martoriata che affronta l’occupante tedesco, pagando un prezzo altissimo in termini di sangue versato. Nelle poesie dei soldati-poeti, negli articoli della stampa di guerra e anche nei ricordi di guerra dei soldati, si nota una grande ammirazione per Varsavia, una città che in realtà non si è mai arresa e che non ha mai smesso di combattere l’occupante, anche se ciò richiedeva il massimo eroismo.

Uśmiech Warszawy*

Patrz, to jest dumne miasto — Warszawa,

więcej niż tysiąc okropnych dni

wlecze się sprawa trudna i krwawa,

a ona walczy, a ona drwi.

 

I chociaż dzisiaj broczy i krwawi,

z jej krwią pisanych, codziennych kart,

jak płomień pośród burz i błyskawic,

śmieje się co dzień jej dobry żart.

 

Codziennie krwawo te żarty płaci,

a jednak nie ma nocy, ni dnia,

by żart na szwabskim nie błysł plakacie

na znak, że żyje, walczy i trwa.

 

Na wszystkich murach co dzień obraża

szkopów, Führera i całą oś

i na latamiach, bramach cmentarza

znów „nur für Deutsche“ napisze ktoś.

 

Wbrew szubienicom, mordom i krzyżom,

wbrew mocy, która podbiła świat,

wielka Warszawo, polski Paryżu,

śmiech na ruinach kwitnie jak kwiat.

 

Bo ten zwycięży, który się śmieje,

rozpacz to dzisiaj okropny grzech,

dla tych, co zawsze mieli nadzieję,

brzmi twój przekorny, zwycięski śmiech.

 

Dziś „nur für Deutsche“, jutro „fair Polen“,

zażyjesz jeszcze wolności swej,

jutro zaśpiewasz inn carmagnolę,

śmiej się Warszawo, śmiej się nam, śmiej!

* Autorem wiersza jest Tadeusz Hollender, poeta, żolnierz AK, zamordowany przez gestapo w maju 1943 r. źródlo: https://poezja.org/wz/ Tadeusz_Hollender/33996/Usmiech_Warszawy. Carmagnola (karmaniola) taniec z okresu Rewolucji Francuskiej.

Uno dei soldati-poeti preferiti del 2° Corpo d’Armata, Artur Międzyrzecki, nella poesia Ulice warszawskie 1943 (Le strade di Varsavia 1943) afferma con orgoglio che, nonostante l’occupazione tedesca, Varsavia rimane irremovibile nella sua resistenza; le sue strade e piazze, nonostante i tentativi di germanizzazione dei loro nomi, continuano a “rimanere ostinate, nascondendo il rosso e il bianco dei cuori”. Il dramma di Varsavia sotto l’occupazione, in forte contrasto con l’immagine gioiosa e felice della capitale prima della guerra, è descritto da Helena Terlecka sulle pagine del diario di guerra “Orzeł Biały” (L’aquila bianca). L’ammirazione per Varsavia era suscitata dall’insolito eroismo dei suoi abitanti, capaci di intraprendere una lotta attiva contro l’occupante, ma anche una lotta passiva attraverso scritte sui muri, canzoni, satira e battute che ridicolizzavano l’occupante. I soldati del generale Anders non persero mai la speranza di poter tornare in Polonia. In questo contesto, il pensiero di Varsavia, geograficamente così lontana, ma così vicina al cuore, divenne il simbolo della nostalgia per la patria, mentre la visione poetica del ritorno a Varsavia divenne il simbolo del sogno di un trionfale ritorno in patria. (…)

Stralcio dell’articolo ricco di riferimenti storici di Maria Radożycka-Paoletti pubblicato nel Bollettino POLONIA WLOSKA NR 3-4 (112/113)/2024

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