Il 18 aprile 2026, presso la Casa Polacca intitolata a San Giovanni Paolo II, si è tenuto la XXXI Assemblea dell’AGPI, al quale hanno partecipato ospiti provenienti dalla Polonia, dalla Svezia e dal Belgio, in rappresentanza delle più alte cariche pubbliche polacche e delle diverse associazioni. Erano presenti anche rappresentanti delle sedi diplomatiche polacche, delle istituzioni culturali, scientifiche ed ecclesiastiche polacche, delegati delle organizzazioni affiliate e osservatori.
Su richiesta della presidente Urszula Stefańska-Andreini, i lavori sono stati aperti dal presidente onorario, don Marian Burniak, con una preghiera in memoria di tutti i caduti nei conflitti in corso, nonché per Andrzej Poczobut, membro dell’organizzazione polacca, attualmente detenuto in un campo di lavoro in Bielorussia, condannato dal regime di Lukashenko a 8 anni di reclusione.
A causa dei suoi impegni diplomatici, è stato l’Ambasciatore della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede, Adam Kwiatkowski, a prendere per primo la parola; nel ringraziare per l’invito, ha sottolineato il ruolo degli attivisti della comunità polacca, che fungono da ambasciatori dello spirito polacco in Italia, diffondendo la conoscenza della storia, della cultura e dell’arte polacche e avvicinando gli italiani alla figura di eminenti artisti, scrittori ed esponenti del mondo della musica. L’Ambasciatore Kwiatkowski ha ricordato i principali eventi culturali organizzati dall’Ambasciata presso la Santa Sede nel corso dell’ultimo anno, citando tra l’altro:
– la mostra fotografica intitolata «Gli occhi della guerra», organizzata nella Basilica di San Paolo fuori le Mura e dedicata alla guerra in Ucraina. Ha sottolineato le parole del cardinale presbitero della Basilica Maggiore, il quale ha affermato che le immagini sono sconvolgenti e che grazie ad esse è possibile comprendere meglio la portata del dramma ucraino;
–il concerto del “Requiem” di Amadeus Mozart, tenutosi nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
Eventi come quelli sopra citati contribuiscono a far conoscere la Polonia, che viene citata in molte parti del mondo. In conclusione, l’ambasciatore Kwiatkowski ha ringraziato tutti i presenti per l’impegno profuso finora e ha augurato loro un proseguimento proficuo dell’attività della comunità polacca all’estero, a dimostrazione del fatto che i polacchi sono un popolo su cui i loro amici possono sempre contare e, al contempo, a testimonianza di quanto sia importante per la comunità polacca all’estero il legame con la patria.
A prendere poi la parola è stato il presidente della Commissione per l’Emigrazione e i Rapporti con i Polacchi all’Estero, il presidente del Senato Bogdan Borusewicz, il quale ha sottolineato l’importanza della presenza al’Assemblea odierna dei rappresentanti dell’EUWP e della RPŚ. Ha espresso soddisfazione per la presenza di un folto gruppo di giovani della diaspora polacca. Ha annunciato ai presenti che la Polonia sta diventando un paese sempre più ricco e importante sulla scena internazionale, come dimostra l’invito a far parte del G20. Il presidente Borusewicz ha sottolineato che lo Stato stanzia ogni anno 630 milioni di zloty – di cui 84 milioni provenienti dal bilancio del Senato – a sostegno delle comunità polacche presenti in ogni angolo del mondo. Ha aggiunto che i bandi per i progetti destinati alla comunità polacca all’estero sono già stati aggiudicati e che entro la fine di aprile dovrebbero essere firmati i contratti con gli enti in Polonia, i quali provvederanno poi a versare gli importi stabiliti per i progetti finanziati. Il Senato ha fatto tutto il possibile affinché l’erogazione avvenisse più velocemente rispetto agli anni precedenti, al fine di consentire alle organizzazioni della comunità polacca all’estero di sfruttarne al meglio i fondi. Ha poi sottolineato il ruolo dell’Italia e delle sue relazioni con la Polonia, non solo dal punto di vista dei legami culturali ed economici, ma anche alla luce dell’attuale situazione politica, in particolare dei conflitti armati in corso in Ucraina e in Medio Oriente. Queste guerre rappresentano una minaccia per la pace in tutta Europa, che deve elaborare una strategia comune e assumere una posizione unitaria. Ha menzionato la recente visita a Roma della Presidente del Senato Małgorzata Kidawa-Błońska e i suoi incontri con le massime autorità italiane, nonché con la comunità polacca locale. Ha sottolineato che, per la Polonia, l’Italia non è solo uno Stato laico, ma anche la sede dello Stato del Vaticano, la cui politica riveste un ruolo fondamentale per la Polonia.
L’ambasciatore della Repubblica di Polonia presso il Quirinale, Ryszard Schnepf, ha ringraziato la presidente per l’invito e il padre Mateusz Wójcik, direttore della Casa di San Giovanni Paolo II, per l’ospitalità. Ha espresso soddisfazione per la presenza all’odierna Assemblea dei rappresentanti del Senato e del Sejm, che costituisce una chiara testimonianza del loro interesse e della loro attenzione nei confronti dei connazionali che vivono fuori dai confini della Polonia. Ha illustrato brevemente la storia della nascita delle organizzazioni della comunità polacca in Italia, a partire dall’“Ognisko Polskie” di Torino, che vanta ormai 77 anni di storia. L’ambasciatore ha espresso soddisfazione e orgoglio per l’evidente miglioramento della condizione dei polacchi residenti in Italia, ben integrati nella società italiana, istruiti e titolari di importanti incarichi e posizioni sociali. Ha, inoltre, sottolineato ottimi rapporti tra polacchi e italiani, basati sulla reciproca simpatia e sul rispetto. Agli occhi dei polacchi, gli italiani sono – secondo i dati statistici – la nazione più amichevole. Ha sottolineato che i polacchi hanno l’opportunità di imparare molto dagli italiani dal punto di vista della cultura politica e del rispetto reciproco tra i vari organi di potere, i quali – indipendentemente dall’appartenenza a diversi partiti politici – si dimostrano sempre reciproci rispetto e cercano di trovare una soluzione comune ai problemi più importanti. Ha citato, come esempio, il presidente italiano Sergio Mattarella, che gode di grande prestigio ed è la figura chiave dell’equilibrio politico.
Successivamente, l’ambasciatore Schnepf ha annunciato ai presenti le celebrazioni previste per l’anniversario della battaglia di Monte Cassino, alle quali avrebbe partecipato il presidente della Repubblica di Polonia Karol Nawrocki, e ha assicurato che l’Ambasciata a Roma avrebbe fatto tutto il possibile affinché tali celebrazioni fossero solenni e ben organizzate.
Parlando dei problemi della comunità polacca all’estero, l’Ambasciatore ha sottolineato il fatto che siamo tutti preoccupati per la scarsa partecipazione dei giovani alla vita della comunità, ma dobbiamo tenere conto che, per diventare un patriota serio e maturo, che non dimentica la propria lingua e le proprie radici, occorre maturare. Si tratta di un processo educativo, un percorso di riflessione a cui si giunge con il tempo. L’ambasciatore Schnepf ha sottolineato che, vedendo come numerosi diplomati delle scuole polacche in Italia intraprendano il percorso verso la maturità e ottengano successi nelle fasi successive della loro vita, ritiene che questo lavoro sia stato svolto bene. L’Ambasciata assicura di continuare ad accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e le comunità polacche nelle loro attività, proprio come ha fatto finora. Si impegnerà al massimo affinché i fondi provenienti dal Senato e dal Ministero degli Affari Esteri possano sostenere le comunità polacche all’estero. Ha affermato: «Personalmente, durante il colloquio con la signora Marshal Kidawa-Błońska, cercherò di chiedere quale profilo dovrebbero avere le iniziative e i progetti affinché, da un lato, siano in linea con la politica del governo e, dall’altro, soddisfino le aspettative soprattutto delle comunità polacche qui presenti, perché siete voi, cari signori, a decidere cosa si può fare».
L’Ambasciatore ha, inoltre, segnalato la mostra inaugurata a Palazzo Bonaparte a Roma, dedicata alle relazioni italo-giapponesi in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, che espone le opere del pittore giapponese HOKUSAI, e dove è possibile ammirare reperti provenienti dal Museo Nazionale di Cracovia. L’esposizione sta riscuotendo grande successo ed è visitata non solo dai romani, ma anche da turisti provenienti da tutto il mondo.
Al termine del suo intervento, l’Ambasciatore ha fatto i migliori auguri per il prosieguo delle attività dell’Associazione dei Polacchi in Italia e ha invitato gli ospiti e i delegati presenti, alla cena presso l’Ambasciata.
A prendere poi la parola è stato il deputato Marek Rząsa, il quale, a nome proprio e della deputata Magdalena Kołodziejczak, ma soprattutto a nome della Commissione del Sejm per i Rapporti con i Polacchi all’Estero, ha ringraziato per l’invito e ha augurato un proficui svolgimento dei lavori. Ha sottolineato che, così come i polacchi che vivono all’estero non dimenticano la Polonia, «così come i polacchi non hanno rinnegato la Polonia, così la Polonia si ricorda di loro». Non è un caso che nel nostro Parlamento, sia al Senato che al Sejm, esistano commissioni dedicate alla diaspora polacca. I polacchi che vivono all’estero sono circa 20 milioni. Il senso dell’identità nazionale, fondato sulla lingua comune, sulla storia, sul senso di orgoglio nazionale e sull’amore per la libertà, profondamente radicato nella personalità polacca, ha sempre rivestito un ruolo particolare. Il deputato ha sottolineato la grande importanza del bilinguismo. Si è congratulato con la signora Presidente, in qualità di leader, e con tutti i membri dell’Associazione per il loro lavoro. Ha sottolineato che, durante gli incontri con la comunità polacca, ha visitato scuole e istituzioni polacche. Bisogna ammettere che la sede di Roma è una delle migliori, se non la migliore in assoluto.
In base al protocollo del Congresso, dopo il rappresentante del Sejm polacco, avrebbe dovuto prendere la parola il Console Generale a Roma, il signor Bartosz Skwarczyński, ma la presidente Urszula Stefańska-Andreini gli ha chiesto di concederle la parola alla direttrice della Scuola Polacca di Roma, Danuta Stryjak, insieme ai rappresentanti della giovane comunità polacca, rappresentata da Jan Rzepka, Nicola Secci, Łukasz Pożoga, Oskar Barański e Alex Sokołowski.
La direttrice Stryjak ha ringraziato l’Ambasciatore per il costante sostegno alla Scuola Polacca e per aver permesso agli studenti di visitare la mostra dedicata a Hokusai. Ha poi comunicato ai presenti che all’odierna assemblea era stato invitato un gruppo di giovani attivisti, composto per lo più da ex allievi della Scuola, che oggi operano in diversi ambiti, accomunati dall’impegno a favore della Polonia e dell’identità polacca, e ha presentato i singoli membri di questo gruppo. Nel gruppo c’erano anche ragazzi non ancora attivi nella comunità polacca, ma che da alcuni anni prestano servizio nelle commissioni elettorali, svolgendo egregiamente questo incarico di grande responsabilità.
Ha poi ceduto la parola a Jan Rzepka, il quale ha affermato di potersi considerare un veterano, poiché ha avuto il piacere di partecipare alla precedente assemblea, in qualità di giornalista della comunità polacca all’estero e fotografo e partecipa alla nostra assemblea già da molto tempo. Ha annunciato la propria partecipazione al prossimo 3° Congresso della Giovane Comunità Polacca. A prendere poi la parola è stato Nicola Secci, originario della Sardegna, il quale ha raccontato di non aver avuto la possibilità di frequentare la Scuola Polacca a causa della grande distanza tra la Sardegna e Roma e che, fino a due anni fa, parlava polacco molto male. Attualmente studia all’Università di Breslavia e parla polacco correntemente.
Nicola ha suggerito tre modi per rafforzare i legami tra i giovani polacchi residenti in Italia e la Polonia: studiare in Polonia e partecipare all’iniziativa Polonia Camp, distogliere i giovani dai contatti sui social network e sostituirli con incontri reali, raggiungere le persone non coinvolte e coinvolgerle nelle attività della comunità polacca, illustrandone gli obiettivi e le modalità per raggiungerli. Attualmente Nicola fa parte del Consiglio dei Giovani presso il Presidente del Senato. Successivamente, la direttrice Stryjak ha illustrato l’iniziativa giovanile in Italia denominata «Polonia to My». È ovvio che queste iniziative debbano essere sostenute da noi adulti; sappiamo che senza il sostegno dei consolati e dell’Ambasciata non avranno successo. Quest’anno si terrà già il terzo Congresso della Gioventù della Diaspora Polacca – la direttrice Stryjak ha quindi chiesto a tutte le associazioni presenti all’assemblea di mandare i loro giovani al Congresso; la partecipazione è gratuita e i giovani impareranno a redigere autonomamente le richieste di finanziamento per i propri progetti. Gli organizzatori potranno ospitare un gruppo di circa 50 persone durante il congresso presso la Casa Polacca
Il Console Generale a Roma Bartosz Skwarczyński, dopo un breve saluto ai presenti, ha affermato che la Polonia sta dettando nuove tendenze e sta diventando sempre più di moda e popolare. Il passaporto polacco occupa attualmente il settimo posto in base al numero di paesi in cui è possibile entrare utilizzandolo. Inoltre, ha aggiunto che, per la prima volta in 30 anni, il numero dei polacchi che tornano in patria è superiore a quello di coloro che lasciano la Polonia. Ha illustrato l’importantissimo programma “Poland Business Adventure”, nell’ambito del quale vengono assegnate borse di studio a giovani ricercatori per attività di ricerca in diversi ambiti scientifici. Ha espresso la convinzione che, da un lato, la comunità polacca all’estero dovrebbe svolgere attività di lobbying a favore del proprio Paese e, dall’altro, debba sentire il sostegno delle autorità polacche e delle loro rappresentanze all’estero; in particolare, questo sostegno deve essere percepito dai giovani, affinché possano prendere il testimone dalla generazione più anziana. La generazione più anziana deve motivare i giovani e agire, nonostante le differenze politiche e ideologiche che ci dividono, nonostante le diverse esperienze o percorsi di vita. Ciò che dovrebbe sempre unirci e tenerci insieme è un vero partenariato. La Polonia vuole trarre forza dalla propria diaspora, che sarà prospera, influente, integrata nel paese di origine e che – non temiamo di dirlo – farà pressione a favore della propria patria. D’altra parte, la forza della Polonia all’estero è, e continuerà ad essere lo Stato polacco, forte e ben organizzato, che sostiene la diaspora polacca all’estero con la propria autorità e, ove necessario, con le azioni diplomatiche. Al termine del proprio intervento, il console Skwarczyński ha presentato il programma delle celebrazioni di quest’anno non solo a Monte Cassino, ma anche al cimitero polacco di Casamassima, nonché a Matera, che quest’anno è la capitale della cultura mediterranea. Ha ringraziato la signora Ewa Nadzieja per il grande impegno profuso nell’organizzazione di questi eventi, invitando al contempo tutte le associazioni della comunità polacca a partecipare alle celebrazioni.
L’amministratore della Chiesa e dell’Hospice di San Stanislao a Roma, padre Tomasz Jarosz, ha illustrato una breve storia di questo santuario polacco a Roma, che storicamente ha svolto il ruolo di prima rappresentanza diplomatica polacca nella Città Eterna. Oggi l’ente collabora con le istituzioni polacche presenti a Roma, nonché con la Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, l’Università Gregoriana, Santa Croce e l’Angelicum. Collabora inoltre con il Consolato, organizzando insieme eventi culturali, come ad esempio l’incontro tenutosi lo scorso anno con i rappresentanti della diaspora polacca di tutto il mondo (MABP). L’attività della chiesa di San Stanislao è incentrata sulla collaborazione con la comunità polacca di Roma, accanto all’ambasciata, alle scuole e alle organizzazioni della diaspora polacca. Quest’anno si terrà per la terza volta il Congresso della Comunità Polacca di Roma in occasione della Festa della Comunità Polacca. I due congressi precedenti hanno registrato un’affluenza molto elevata. Don Jarosz ha sottolineato il grande impegno della signora Presidente, che a nome della ZPwW partecipa agli eventi organizzati dalla struttura, sia di carattere culturale che scientifico e pastorale. Ha poi invitato i presenti a uno straordinario spettacolo di parole e musica dal titolo «Giovanni Paolo II. Trittico Romano: Meditazioni», che si terrà il 23 aprile 2026 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, con la regia di Jarosław Kielan, messo in scena in tre lingue per consentire agli ospiti stranieri di conoscere l’opera del nostro grande connazionale. In conclusione, ringraziando per l’invito all’ssemblea, ha espresso l’auspicio che la nostra collaborazione continui ad incentrarsi su ciò che ci unisce e non su ciò che ci divide.
Małgorzata Furdal, direttrice dell’Istituto Polacco di Roma, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo delle attività culturali svolte dall’Istituto, che contribuiscono a plasmare l’immagine della Polonia in Italia. Ha edotto i presenti sulla rete di contatti instaurata in tutta Italia con istituzioni culturali e università, grazie alla quale è stato possibile organizzare numerosi eventi culturali, tra cui la mostra di Robert Kuczyński alla Galleria Mambo di Bologna e la già citata mostra su Hokusai a Palazzo Bonaparte a Roma, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Polonia. La direttrice Furdal ha chiesto ai presenti di contribuire a instaurare rapporti di altissimo livello con i rappresentanti dello Stato italiano, sia a livello centrale che regionale, poiché solo in questo modo sarà possibile consolidare la nostra presenza in tutta Italia. Ha fornito informazioni sui prossimi eventi in programma, quali i concerti in Sardegna, «Fokus na Polskę» a Sant’Angelo di Romagna, la Fiera del Libro per bambini di Bologna, alla quale la Polonia sarà ospite d’onore, e la Fiera del Libro di Torino.
La direttrice della Stazione della PAN a Roma, Magdalena Wrana, dopo aver ringraziato per l’invito all’assemblea della AGPI, si è presentata ai partecipanti come nuova direttrice della Stazione PAN, in carica ad interim da un mese e mezzo. Ha ricordato che la sede della Stazione PAN, situata nel centro di Roma in Vicolo Doria, tra un anno celebrerà il centenario della presenza in Italia. A tale sede sono legati i nomi di Karolina Lanckorońska e del conte Michałowski, nonché quelli dei soldati del II Corpo polacco, che la frequentavano numerosi. Lo scorso anno la Stazione ha organizzato circa 50 eventi culturali e storico-scientifici di altissimo livello. La sua missione principale è quella di costruire ponti scientifici tra la Polonia e l’Italia. Attualmente, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per la Cooperazione Accademica, viene realizzato il progetto intitolato «In terra italiana in polacco», rivolto agli studenti italiani di polonistica a Roma, Torino, Genova e Bari. Va inoltre menzionato un altro progetto, nato come mostra, e successivamente abbinato a un film, sul viaggio di Maria Skłodowska-Curie in Italia; questo progetto sta riscuotendo grande successo ed è stato presentato non solo in diverse regioni d’Italia, ma anche in Francia. Il film illustra agli italiani che Maria Skłodowska-Curie era una scienziata polacca e non, come spesso viene descritta, francese. Al termine, la direttrice ha invitato tutti i presenti a collaborare e a visitare la sede della Stazione PAN.
La presidente dell’EUWP, Barbara Wojda, dopo un breve saluto, ha illustrato la situazione delle organizzazioni della comunità polacca in Belgio, sottolineando la numerosa partecipazione dei giovani alle attività della comunità. Ha poi illustrato le attività dell’EUWP, che attualmente conta 44 organizzazioni europee, all’interno delle quali operano giovani: ad esempio, una delle presidenti ha 30 anni. Anche il segretariato dell’EUWP comprende un giovane studente. In conclusione, la signora Wojda ha augurato al presidente e a tutti i membri dell’AGPI numerosi successi nel loro lavoro futuro.
Il vicepresidente del Consiglio della Polonia nel Mondo, Tadeusz Pilat, nel dare il benvenuto a tutti i presenti, ha ricordato che quella era già la sedicesima volta che partecipava all’Assemblea Generale dell’AGPI. Ha poi illustrato brevemente la storia della fondazione del Consiglio della Diaspora Polacca nel Mondo, i suoi obiettivi e compiti, tra cui ha menzionato il compito di rappresentare gli interessi della diaspora polacca all’estero nei confronti delle autorità polacche e la creazione delle strutture necessarie al funzionamento delle singole organizzazioni. Affrontando il tema della partecipazione dei giovani alle attività della comunità polacca all’estero, ha sottolineato che l’interesse e la numerosa partecipazione al “Polonia CAMP” lo scorso anno non fossero casuali, ma fossero stati preceduti dal Congresso del Consiglio della Diaspora Polacca nel Mondo e dalla risoluzione finale elaborata durante i workshop, nella quale si sottolineava la necessità di motivare le nuove generazioni nello spirito di collabrazione, nonché di organizzare un congresso mondiale della gioventù della diaspora polacca. Ha citato il secondo punto della risoluzione sopra citata, in cui si sottolinea la necessità di introdurre il voto a distanza nelle elezioni. I 20 milioni di polacchi residenti all’estero dovrebbero avere il diritto di partecipare alle elezioni anche nei luoghi di residenza più lontani. Congratulandosi con l’Associazione per i successi ottenuti finora, ha annunciato la consegna della più alta onorificenza dell’EUWP, assegnata all’AGPI, che avrà luogo nel corso dell’incontro serale presso l’Ambasciata.
La presidente dell’Associazione dei Medici e Psicologi Polacchi, Małgorzata Trawińska, ha illustrato le attività dell’Associazione e le iniziative portate avanti a Roma. Ha menzionato le visite mediche gratuite per i polacchi organizzate nell’ambito della prevenzione. Ha sottolineato che l’elenco dei medici e degli psicologi che offrono consulenza è disponibile sul sito web del Consolato della Repubblica di Polonia.
Al termine degli interventi degli ospiti, la presidente dell’AGPI Urszula Stefańska-Andreini ha presentato la relazione sulle attività dell’Associazione che presiede nell’anno giubilare 2025. La relazione dettagliata è disponibile sulle pagine del Bollettino.
Al termine della sessione pubblica dell’assemblea, la Presidente ha rivolto un ringraziamento all’Ambasciatore della Repubblica di Polonia, Ryszard Schnepf, e ai suoi collaboratori per il costante sostegno e la collaborazione, nonché al Console Generale Bartosz Skwarczyński per l’aiuto nella redazione dei progetti e delle richieste di finanziamento; successivamente, i partecipanti hanno scattato una foto ricordo davanti alla Casa di Giovanni Paolo II.
Dopo un pranzo polacco preparato dalle suore, i delegati delle singole associazioni, riuniti in seduta a porte chiuse, hanno approvato all’unanimità la relazione sull’attività e il bilancio per l’anno 2025; successivamente si è discusso dell’insufficiente finanziamento ricevuto a favore del Bollettino Polonia Włoska e della totale assenza di finanziamenti da parte del Senato della Repubblica Polacca per il sito web dell’Associazione per l’anno 2026.
In serata, durante il ricevimento presso l’Ambasciata della Repubblica di Polonia, che ci accoglie sempre con grande ospitalità, l’Ambasciatore Ryszard Schnepf ha dato il benvenuto a tutti i presenti; successivamente, la presidente Urszula Stefańska-Andreini ha ringraziato i partecipanti all’Assemblea per la collaborazione passata e futura.
Tadeusz Pilat, come già annunciato in precedenza durante l’Assemblea Generale, dopo aver letto la laudatio in cui ha sottolineato i meriti dell’Associazione nel corso dei suoi 31 anni di attività in favore della diaspora polacca in Italia, elencando le onorificenze ricevute finora sia dall’Associazione dei Polacchi in Italia (ZPwW) che dalla presidente Urszula Stefańska-Andreini per la sua pluriennale attività in favore della comunità polacca, ha consegnato alla signora presidente la più alta onorificenza dell’EUWP: l’Aquila dell’Indipendenza conferita con delibera della Segreteria all’Associazione Generale dei Polacchi in Italia.
Successivamente, davanti a un’ottima cena accompagnata da un bicchiere di vino, i partecipanti hanno continuato a lungo a scambiarsi le loro impressioni.
Il presidente
Urszula Stefańska-Andreini

















